17 marzo 2017

"DONNA E POESIA"

Oggi la biblioteca ricorda con grande entusiasmo la poesia, in particolar modo la poesia latino-americana e non con i soliti "Poeti" , questa volta si parlerà di Poetesse.
Poetesse che hanno cambiato l'itinerario storico letterario della letteratura Ispano-americana e non solo .
Donne che hanno lottato per affermare i propri diritti, donne coraggiose e forzute come gli steli di un fiore, anche se reciso fino alla radice, torna in vita , rinasce e prevale mostrando la sua bellezza e delicatezza.

Ne ricordiamo alcune :

Claribel Alegria (Nicaragua,1924),.
E' una poetessa, giornalista, scrittrice e traduttrice nicaraguense, autrice anche di alcuni saggi. E' considerata la maggiore esponente della "Letteratura del Centro America".

Tra le sue raccolte di poesie segnaliamo:Anillo de Silencio (1948), Vigilias (1953), Acuario (1955),Huésped de mi tiempo (1961),vía única(1965),Aprendizaje (1970),Pagaré acobrar (1977), Poesía viva (antología,1983),Umbrales(1997),Mitos y delitos (2008).


"ARS POÉTICA" 
Yo, 
poeta de oficio,
candenada tantas veces
a ser cuervo
jamás me cambiaría
por la Venus de Milo:
mientras reina en el Louvre
y se muere de tedio
y junta polvo 
yo descubro el sol 
todos los días
y entre valles 
volcanes 
y despojos de guerra 
avizoro la tierra prometida.

Stella Díaz Varín (Cile,1926-2006)
E' stata una poetessa cilena della generazione degli anni 50. Il suo stile profondo e filosofica, così come la sua controversa personalità, ha segnato la poesia cilena. Dopo il golpe militare del 1973 ha dovuto subire la repressione e l'emarginazione. Ha pubblicato i libri "Razón de mi ser"(1949),"Sinfonia del Hombre fósil"(1953),"Tiempo, medida imaginaria"(1959),"Los dones previsibles"(1996) e tante altre.


  " LA PALABRA"
  
 Una sola  será mi lucha                                         
Y mi triunfo;
Encontrar la palabra escondida
aquella vez de nuestro pacto secreto
a pocos días de terminar la infancia.
Debes recordar
dónde la guardaste.
Debiste pronunciarla siguiera una vez..
Ya la habría encontrado
Pero tienes razón ese era el pacto.
Mira cómo está mi casa,desarmada.
Hoja por hoja mi casa, de pies a cabeza.
Y mi huerto, forado permanente 
Y mis libros cómo mi huerto,
Hojeado hasta el deshilache
Sin termina a la busqueda y el tiempo.
Vencida y condenada
Por no hallar la palabra que escondiste.



Alexandra Pizarnik (Buenos Aires 1936-1972)

Considerata una delle maggiori poetesse dell'America Latina, la sua influenza è stata enorme per le nuove generazioni di scrittori.
Tra i suoi libri si ricordano:"Tierra más ajena"(1955) , "La  última inocencia"(1956), "Los trabajos y las noches"(1965),"El infierno musical"(1971), "Extracción de la piedra de la locura"(1968) e tante altre opere.

15 marzo 2017

Oscar Hahn: il poeta del "fantastico"




   
   Nasce il 5 luglio del 1938 a Iquique (Chile). E' un poeta, saggista e critico letterario chileno, parte integrante della generazione letteraria degli anni '60-'70.

Hahn ha ricevuto una buona educazione ed istruzione presso il "Colegio  Salesiano Don Bosco"e  nel "Liceo de Hombres" di Iquique, città dalla quale si separerà all'età di 13 anni.
Un giorno presso la  biblioteca del suo liceo lesse un libro di scrittori e poeti medievali spagnoli che avevano tracciato il profilo letterario della letteratura europea, autori che parlavano della morte e di tutto ciò che la rendeva  mistica.
Con questa scoperta o meglio rivelazione Hahn si inoltra verso la poesia e verso il tema della morte.
Inizia a scrivere sin da giovane e nel 1961 pubblica "Esta rosa negra", vincendo il premio Alerze.
Nel 1971 fece un viaggio a Iowa (Usa) dove consegui un master in Letteratura. Dopo due anni trascorsi lontano dalla sua amata terra ritorna con l'intento di rimanervi. Insegna per un breve periodo nella sua Alma Mater.
Tutto cambiò l'11 settembre del 1973, quando in Chile si instaura la dittatura di Augusto Pinochet. In quello stesso anno il poeta e incarcerato presso il "Carcere de  Arica", recuperando poi la "sua " libertà per motivi di studio.
Ritornando nuovamente negli Stati Uniti, consegue un dottorato all'Università del Maryland fino al 1977; nello stesso anno é nominato professore di letteratura spagnola all'Università di Iowa.
Nel 1981 contina a scrivere poesie, pubblicando nel 1982 "Mal de amor"che fu immediatamente censurata perchè considerata irrispettosa nei confronti della Vergine Maria.
Successivamente pubblicherà;
  • Arte de morir 
  • Versos robados 
  • Apariciones profanas
  • En un abrir y cerrar de hojos 
  • Pena de vida 
  • La primera oscuridad
  • Espejos comunicantes 
Hahn ha ricevuto innumerevoli premi, tra questi ricordiamo :Il premio Altazar (2002),Il premio Casa de America, Spagna(2006),Il premio José Lezama Lima (2008),Il premio Iberoamericano di Poesia Pablo Neruda(2011),Il premio Nazionale di Letteratura(2012) .

E' considerato una delle voci più importanti della poesia latinoamericana.
Tra le righe delle sue poesie si può notare un ampio raggio di temi tanto da essere considerato il poeta del fantastico, un poeta originale e lucido, in quanto il medesimo amalgama la forma classica e le nuove forme di linguaggio creando un'unica opera.
I temi trattati nelle sue poesie (morte, amore e guerra) vengono affrontati in maniera illusionista, fondendosi fino ad arrivare alla perfezione assoluta.

Ecco qui alcune poesie di Oscar Hahn :


TORRES GEMELAS

Estrellaste tu avión contra mi torre
y yo mi avión contra la tuya
Eso fuimos los dos:
torres gemelas que se desplomaron 
torres en llamas que se hicieron escombros 
Y ni siquiera habrà un monumento 
a la memoria de nuestro amor:
solamente un terreno baldío
y una nube de polvo


HUESO

Curiosa es la persistencia del hueso
su obstinación en luchar contra el polvo
su resistencia a convertirse en ceniza
La carne es pusilánime
Recurre al bisturi a ungüentos y a otra máscaras
que tan sólo maquillan el rostro de la muerte 
Tarde o temprano serà polvo la canre
castillo de cenizas barridas por el viento 
Un dia la picota que excava la tierra 
choca con algo duro: no es roca ni diamante
 es una tibia un femur una cuantas costillas 
una mandibula que alguna vez habló
y ahora vuelve a hablar
Todos los huesos hablan penan acusan 
alzan torres contra el olvido
trincheas de blancura que brilla en la noche 
El hueso es un Héroe de la resistencia



LOLITAS

Somos lo viejos locos
los viejos que nos acostamos
con muchacha 40 años menores que nosotros
los que tratamos de ignorar a la muerte 
come si fuera una amante de otra época 
a la cual ya no quisieramos ver
y cruzamos muy rapido a la acera de enfrente 
donde está la ninfa esperándonos 
senos duros pezones rosados
y labios de la vulva frescos y rojos 
no el sexo seco de la muerte 
esa fruta que ya no da jugo 
Y nos arregalamos en la vetrina de una tienda
donde ahora vemos nuestra cara arrugada
el pelo escaso computadoras y teléfonos celulares 
y el reflejo de la muchacha que nos sonríe
con la guadaña en la mano 





S.Caruso











10 marzo 2017

Un libro senza confini

La "dichiarazione di Barcellona" riunisce 21 paesi e prevede la libera circolazione delle idee e l'eliminazione delle tariffe che rallentano il fatturato tra il 5 e il 10%.

Il libro non può avere ostacoli, di nessun tipo: amministrativo, tariffario, di tassazione o altro, questo è il modo migliore per garantire la libera circolazione delle idee e la libertà di espressione.
Questa è la filosofia della Declaracion messa in atto a Barcellona ieri e che  ha già lanciato un gruppo di editori latinoamericani, che raggruppa tutte le camere e le associazioni di editori provenienti da 21 paesi (inclusi Portogallo e Brasile) e che pensano di arrivare al prossimo congresso dei capi di stato e di governo dell'organizzazione degli Stati Americani .

Il giorno scelto (il 12 Ottobre in occasione della celebrazione della festa de la "Hispanidad",ovvero il giorno della festa nazionale spagnola) per portare avanti questa idea di Declaracion e lo scenario perfetto della "festa del libro"che si celebrerà fino a venerdì nella capitale catalana non poteva essere giorno più adatto e simbolico.[...]


[...] Non si tratta di regolare i contenuti , ma anche per mantenere i limiti alla libertà di espressione: forse non vi è alcuna censura ufficiale nel continente  ma è chiaro che in paesi come Venezuela o Cuba si mantiene una certa vigilanza,precisa Daniel Fernandez , membro della GIE come presidente della Federazione delle Gilde di Spagna Editori, promotore dell'iniziativa. A Cuba , questa affermazione colpisce in pieno: mantiene ancora un notevole controllo ideologico sui libri anche se a volte non si rispetta il diritto d'autore
Quindi è nel GIE "come una nuvola"  non completamente integrata; a poco a poco entreranno nelle leggi di mercato , spiega Fernandez.

[..] Ieri alcuni esperti hanno ufficialmente espresso che vi è un fatturato del 5 e del 10 % di libri in lingua castigliana  che porterebbe l'attuazione  della "dichiarazione di Barcellona".
Il settore editoriale spagnolo sarebbe il più beneficiato.

Javier Celaya, fondatore del sito di tendenza Desdoce.com, ha presieduto una riunione sui modelli  digitali del libro, concludendo che l'ebook si sta diffondendo più in America-latina e negli Stati Uniti che in Spagna[...]






(Parzialmente tradotto da un articolo di Carles Geli :"Los editores iberoamericanos piden un libro sin fronteras", 21.ottobre 2016.El Pais. Traduzione di S.Caruso)



7 marzo 2017

Ricordo di Christa Wolf

Der geteilte  Himmel, ("Il cielo diviso") racconto scritto da Christa Wolf nel 1963 fu considerato come un'opera di svolta in quella Germania divisa di metà '900, come ci insegna la storia, una nazione devastata dalle due guerre mondiali, dal Gleichschaltung (sincronizzazione) nazista e dalla militarizzazione della società, dai roghi dei libri nelle pubbliche piazze e dalle condanne dell'arte moderna considerata come degenerata.

La Germania si apriva alle nuove proposte, si apriva al mondo e a tutto ciò che le veniva offerto. Christa Wolf appartiene a questa generazione: una generazione pronta a criticare la società che la circonda, quella società che costringe gli individui a schierarsi per favoreggiare una fazione o l'altra, una società pronta ad annullare sentimenti, decisa come un dardo scoccato da un arco a frantumare cuori e passioni. Queste tematiche sono ricorrenti nel romanzo "Il cielo diviso"che sullo sfondo della storia d'amore di una giovane apprendista operaia, pone la questione di una sofferta scelta a favore della realtà della nuova Germania comunista.

Il tema dell'integrazione e dell'esclusione sociale ricorre in Nachdenken über Christa T, dolorosa meditazione in forma narrativa  sul destino di una donna che tenta di realizzarsi ma fallisce e muore.
Nelle successive opere Christa sperimenterà nuove forme di romanzo, approfondendo e analizzando figure del mito classico.
Ricordiamo Kassandra del 1983 e Medea. Stimmen ("Medea.Voce") del 1996.
Con questi due romanzi la Wolf risale all'origine stessa del male, della violenza umana.

Kassandra
Medea.Stimmen 
Christa Wolf nasce a Landesberg an der Warthe il 18 marzo del 1929 e muore a Berlino il primo di dicembre del 2011, è stata una scrittrice tedesca.











S.Caruso

6 marzo 2017

"Se le donne in Russia possono lavorare per le ferrovie perchè non possono volare nello spazio ?" ( Valentina Tereshkova)




URSS Pilota-cosmonauta
Eroe dell'Unione Sovietica
Numero di serie - 10 (6)
Numero di voli - 1
Durata del volo - 2 giorni 22 ore e 50 minuti      

Oggi ricordiamo Valentina Vladimirovna Tereshkova nata il 6 Marzo del 1937, nel villaggio di Maslennikovo regione Tutaevsky, distretto di Yaroslavl , RSFSR.

Valentina è una ex-cosmonauta e politica sovietica, è stata la prima donna nello spazio nel 1963.


Formatasi presso la scuola tecnica di Yaroslavl di industria leggera nella specialità di filatura del cotone (1955/1960), dal 1955 al 1969 ha studiato presso la facoltà di ingegneria del N.E. Zhukovsky AFEA,

Nel 1963, a bordo del Vostock 6, venne lanciata dal cosmodromo di Bajkonur per una missione nello spazio durata quasi tre giorni interi.
1l 19 giugno dello stesso anno, Valentina, atterrò nelle vicinanze di   Novosibirsk, dove venne accolta e calorosamente festeggiata dalla folla.


Pochi giorni dopo le venne conferita a Mosca un'alta onorificenza , ottenendo il titolo  di"Pilota-cosmonauta dell'Unione Sovietica".
La sua popolarità fu grande negli anni successivi alla sua impresa spaziale.Le fu dedicato un francobollo.
Nel 1966 venne eletta a far parte dell'Alto Soviet dell'Unione Sovietica , due anni dopo divenne presidente del comitato donne dell'Unione Sovietica, successivamente le fu confermato il ruolo di membro del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica .


Questa esperienza di vita la cambiò profondamente , rendendola una donna forte,caparbia e capace di conquistare un alto livello di maturazione, in molte interviste ha più volte confermato : 

 Chiunque abbia passato un pò di tempo nello spazio lo amerà per il resto della vita. 
            
    " Io ho raggiunto il mio sogno di gioventù nel cielo".

  S.Caruso    

2 marzo 2017

Federico García Lorca, "un mito della letteratura spagnola"

"El teatro es la poesía que se levanta del libro y se hace humana. Y al hacerse, habla, grita, llora y se despera. El teatro necesita que los personajes que aparezcan en la escena lleven un traje de poesia y al mismo tiempo que se les vean los huesos, la sangre. Han de ser tan humanos, tan horrorosamente trágicos y ligados a la vida y al día con una fuerza tal, que muestren sus tradiciones, que se aprecien sus olores, y que salga a los labios toda la valentía de sus palabras llenas de amor o de ascos"

(Federico García Lorca, El teatro es la poesía que se hace humana)

Federico García Lorca nasce a Fuentevaqueros il 5 giugno del 1898, sin da piccolo mostra una certa affinità per le arti, dalla pittura, alla musica, dalla poesia al teatro, tanto da renderlo uno dei più noti artisti del profilo storico-letterario spagnolo.

Poeta e drammaturgo di grande rilievo ha iniziato la sua carriera letteraria con un diario in prosa, Impresiones y paisajes (1918). In esso sono già presenti alcuni dei luoghi magici che trasporteranno il lettore in una realtà"quasi" irreale; non mancano simboli onirici ed elementi che rimandano alla morte, ossessivamente ripetuti nei suoi capolavori successivi.

Nel 1919 all'età di 19 anni, Lorca pubblica Libro de Poemas. In questa opera si percepisce l'influenza artistica di Becquer, dei Modernisti e di Antonio Machado.

Tra il 1921 e il 1924 scrive:
Canciones, pubblicato nel 1927.
Poema del Cante Jondo, ha un unico tema, la profonda tristezza e dolore per la sua amata terra, l'Andalusia, "Andalucia del Llanto". Il poeta cerca nei Cantos Jondos della sua terra natale un mezzo per esprimere il suo profondo dolore di vivere.
Suites

Nel 1928 pubblica Romancero Gitano, opera che gli portò gran successo. Con il "Gitano", Lorca vuole rappresentare la minoranza. Vuole parlare del mondo degli emarginati, dei "diversi": gitani, ebrei, negri, omosessuali, donne deboli e indifese. In questa opera Lorca "canta" con sentimento di fraternità e umiltà la razza gitana, elevandola in alto per poi convertirla in un mito moderno. Il gitano rappresenta perfettamente il sentimento tragico della vita, la frustrazione di non poter vivere pienamente la vita, il dramma di essere diverso, in poche parole essere emarginato. 

Lorca viaggiò molto per via del successo che ebbero le sue opere teatrali, ma nonostante ciò vi era un filo che lo legava alla sua "amata" terra natia, l'Andalusia.


"Amo a la tierra.Me siento ligado a ella en todas mis emociones. Mis más emociones. Mis lejanos recuerdos de niño tienen sabor de tierra. Los bichos de la tierra, los animales, las gentes campesinas, tienes sugestiones que llegan a muy pocos. Yo las capto ahora con el mismo espíritu de mis años infantiles. De lo contrario, no hubiera podido escribir Bodas de Sangre"


Terra dei mille sapori, colori, odori, canti e balli, elementi peculiari in Lorca, in quanto il medesimo li farà rivivere nelle sue opere teatrali, ricordiamo la "trilogia rural ":

 Bodas de Sangre, 1933














Yerma,1934









                                        




  La casa de
Bernarda Alba
, 1936
















Opere teatrali di grande spessore, in quanto Lorca mette a fuoco in particolar modo la frustrazione, il desiderio di realizzazione personale. Una delle peculiarità del suo lavoro è il modo in cui l'ambiente, accuratamente descritto, si sviluppa in uno spazio immaginario dove è data espressione a tutte le più profonde preoccupazioni del cuore umano: il desiderio, l'amore e la morte, il mistero, l'identità e il miracolo della creazione artistica.

Molto importante sarà per Lorca l'esperienza a New York, dove avrà la possibilità di "scontrarsi" con una realtà differente alla quale egli non era abituato, un realtà dove il "dio denaro" ha la meglio su tutto e tutti, là dove l'uomo perde il suo essere, la sua essenza, la sua aurea, dove si assiste ad una "disumanizzazione" causata dalle macchine, dalle industrie pronte a cibarsi della sensibilità dell'uomo.

Dopo questa bruciante esperienza, il poeta granadino, tra il 1929 e il 1930 si dedicherà alla stesura di una raccolta di poesie Poeta en Nueva York, pubblicata per la prima volta nel 1940, dopo la sua tragica morte.

Un altro tassello  importante dell'itinerario vitale del poeta sarà l'esperienza della "Barraca", gruppo teatrale universitario di carattere "ambulante" e con un forte orientamento popolare, coordinato e diretto da Eduardo Ugarte e F.G.Lorca. L'obiettivo principale era quello di trasmettere, soprattutto far conoscere alle classi meno abbienti della società spagnola di quel periodo, le grandi opere teatrali di drammaturghi di grande spessore della letteratura del "siglo de oro", come Lope de Vega, Calderòn de la Barca e Tirso de Molina, che saranno in certo senso le muse ispiratrici di Lorca per la stesura delle sue opere teatrali .

Il 19 agosto del 1936 il mondo della letteratura perse uno dei grandi della letteratura del XX secolo, il nome di Federico Garcia Lorca, il poeta granadino, "el grande renovador de literatura española", resterà ancorato al tragico e sconvolgente evento della Guerra Civile Spagnola, devastante macchina distruttrice di vite innocenti e senza colpa.

La memoria di Federico sarà ricordata da grandi scrittori come Antonio Machado che racconterà il momento cruciale della fucilazione del poeta granadino, avvenuta a Viznar, nella poesia "El crimen fue en Granada". La poesia è divisa in tre parti, di cui la terza, senza titolo, descrive le ultime ore di vita di Lorca.

Oggi Lorca si è convertito in un mito, in un emblema culturale, sorgente pura, creatore e diffusore di idee.

                                                                                                                         S.Caruso

10 febbraio 2017

Le foibe e le ragioni del «silenzio storico»

🕒 3'



Oggi 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo, una solennità civile nazionale indetta per non dimenticare la “tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”, citando il contenuto della legge che ne ha ufficializzato l’istituzione. Ma ad oggi se ne parla ancora poco e le motivazioni per cui ciò accade sono molte, intrecciate tra loro, e risultano in una “una mancanza di informazione che, tra negazioni e mistificazioni, distorce il passato”.

Cerchiamo di fare chiarezza allora partendo dalla definizione della parola, le foibe sono cavità carsiche a strapiombo dove si gettano tradizionalmente i rifiuti e i materiali in disuso. Tra il 1943 e il 1947, però, assumono una connotazione tragica, in quanto lì vengono gettati molti “nemici del popolo”, in una denominazione talmente ampia da arrivare a comprendere molte, spesso anche contraddittorie tra loro, categorie di persone.

In un neologismo che già dal suono risulta spiacevole, gli “infoibati” sono gli allora oppositori politici, come gli italiani che abitano l’Istria e le province di Gorizia, Fiume e Trieste, e gli ostacoli politici eventuali, vale a dire tutti gli anticomunisti stranieri e locali, ma anche tutti i gruppi organizzati come quello degli antifascisti, per paura che potessero costituire un’alternativa valida, e perciò pericolosa in termini di consenso, al regime comunista di Tito.

La storia che conosciamo e che fa da sfondo a queste due vicende è, nel 1943, il vuoto politico lasciato dall’armistizio dell’8 settembre che disgrega le forza nazifasciste presenti sul confine nordorientale responsabili di una feroce snazionalizzazione della popolazione dalmata. Nel 1945-1947 invece, è il momento della liberazione durante il quale Tito trova spazio per le proprie rivendicazioni territoriali e per esprimere la volontà di «epurare subito», realizzata poi dai reparti regolari della IV Armata e dalle forze partigiane slovene e croate in cui hanno l’egemonia i combattenti comunisti.

Ma l’avversione interna dei poveri per i ricchi possessori più il germe della separazione del mondo nei due blocchi contrapposti della guerra fredda, che fa delle province dalmate un territorio conteso di demarcazione, crea confusione nell’immaginario collettivo su chi siano effettivamente gli obiettivi di questo giustizialismo politico e sociale non scevro di connotazioni etniche. E contribuiscono anche non poco a rendere complesso il quadro.

Negli anni successivi agli eventi la stessa popolazione giuliana si divide, così come si spacca la sua memoria storica. Da una parte il fronte anticomunista si concentra sull’aspetto delle foibe come strumento principe dell’uccisione di molti italiani; dall’altra il fronte comunista, oltre a tacere i morti per una causa silenziosamente sostenuta dallo stesso Pci che crede nella collaborazione con l’esercito jugoslavo in nome dell’”unità nella lotta di liberazione”, si aggrappa alle parallele vicende della Risiera di San Sabba, che ha visto detenzioni ed esecuzioni di ebrei, ostaggi e partigiani perpetrate dai nazifascisti.

"Non analizzare in modo critico quanto accadde […] è servito per parlarne sporadicamente quando le esigenze politiche lo hanno richiesto”. Ma è solo questa la ragione del «silenzio storico»?

Su scala internazionale si guarda a quello jugoslavo come a un governo di possibile riferimento, e “la spiegazione fornita da Belgrado, circa il carattere politico e antifascista delle eliminazioni e la generale colpevolezza dei morti, diventa una sorta di versione ufficiale accettata dalla diplomazia occidentale, che non ritorna sull’argomento”.  Per il governo italiano, poi, la questione della Venezia Giulia rappresenta una sconfitta politica a livello internazionale, sulla quale il «silenzio storico» risulta essere la risposta più semplice e comoda. Ne risulta quindi un Pci che non ha interesse a tornare sulla questione, che evidenzierebbe le contraddizioni tra il neoassunto ruolo di partito nazionale, i legami con Mosca e lo slancio all’internazionalizzazione.

Il dramma delle foibe è un’ondata, in definitiva, di giustizialismo politico e rivolta contadina reso possibile da un clima di incertezza e vuoto ai vertici. Basi che rendono possibile, tra l’altro, l’instaurazione di un regime di stampo comunista che attendeva di “fare a modo proprio” dopo anni di politica di italianizzazione forzata nazifascista che ha sicuramente contribuito a fomentare l’odio per gli italiani, tutti automaticamente ritenuti responsabili, senza “eccezioni, né diversificazioni di giudizio” della snazionalizzazione dell’Istria.


La forma spontanea di reazione al passato regime e all’egemonia dei possessori terrieri, quindi, si incontra con i progetti politici della nuova classe dirigente jugoslava e dell’esercito titoista che combattono per la liberazione del territorio ma anche per l’instaurazione della società socialista ponendosi così un obiettivo doppio, cioè politico e militare.

Come dice Gianni Oliva nel suo libro La resa dei conti disponibile presso la Biblioteca Bo, “le realtà taciute sono le più pericolose perché riemergono astratte dal loro contesto e chiedono ragione insieme di ciò che è accaduto e del perché si è scelto di ignorarlo o marginalizzarlo”.

“Compito della ricerca storica è ricostruirli [i fatti] senza pregiudizi, coglierne le dinamiche, restituire l’atmosfera nella quale sono maturati. Solo così la conoscenza del passato si trasforma in coscienza del presente”. E allora che questo Giorno sia un’occasione per provare a fare un po’ di chiarezza, senza la pretesa che sia questo il pezzo esaustivo su cui informarsi, tentando di non incappare nella tanto diffusa postuma coloritura politica della storia.

BB