21 settembre 2017


Fondazione Carlo e Marise Bo
in collaborazione con
Assessorato alla Cultura e il Comune di Urbino

presenta

Letture ad alta voce
Scittori in esilio


Venerdì, 29 settembre 2017, ore 17:00

presso Palazzo Passionei, Via Valerio 9 ( sede Fondazione Carlo e Marise Bo)

Lettura: Centro Teatrale Universitario "Cesare Questa"

Inaugurazione delle Letture ad alta voce


Henryk Sienkiewicz
"Il guardiano del faro"


 





"La menzogna, come l'olio, galleggia sulla superificie della verità"










Henryk Adam Aleksander Pius Sienkiewicz nasce a Wola Okrzejska, nella Polonia dell'Est il 5 maggio 1846.
Abbandonati gli studi di Medicina e Filologia nel 1869 decide di dedicarsi al giornalismo.


È l'autore del celebre romanzo "Quo Vadis ?", per il quale ha ricevuto nel 1905 il Premio Nobel per la Letteratura. 


durante la sua vita ha compiuto numerosi viaggi all'estero, andò infatti in Russia, Germania, Francia, Svizzera, Grecia, Turchia, Egitto, India, Stati Uniti ed Italia, paese in cui tornava sempre volentieri e che considerava quasi una seconda patria.
Fu l'Italia, inoltre, a dargli lo spunto per la sua opera più famosa, "Quo Vadis ?". Preso domicilio a Roma nel 1893 all'hotel in via Bocca di Leone, ebbe come guida il pittore polacco Henryk Siemiradzki, che viveva là da molti anni.

Muore in Svizzera, dov’era fuggito a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, a Vevey, il 16 novembre 1916, all'età di 70 anni.


19 settembre 2017


Accadde Oggi - 19/09/1985








Muore nella notte, a Siena, lo scrittore Italo Calvino. Partecipa alla guerra partigiana narrando tale esperienza ne ‘’Il sentiero dei nidi di ragno’’. Politicamente impegnato nel Partito Comunista Italiano, se ne dissocia dopo i fatti d'Ungheria. Tra i suoi capolavori la trilogia degli antenati, “Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”, poi “Le città invisibili’’, “La giornata di uno scrutatore”, “Lezioni americane”.









Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, presso l'Avana (Cuba).

Il primo contatto con la letteratura avviene all'età di dodici anni, quando gli capita fra le mani il primo ed il secondo "Libro della giungla" di Kipling.
Si diletta anche a leggere riviste umoristiche, cosa che lo spinge a disegnare lui stesso vignette e fumetti. In quegli anni si appassiona al cinema, un amore che durerà per tutta la sua adolescenza.

Tra i sedici ed i venti anni scrive brevi racconti, opere teatrali ed anche poesie ispirandosi a Montale, suo poeta prediletto per tutta la vita.

Sarà grazie ai rapporti personali e all'amicizia con il compagno di liceo Eugenio Scalfari, invece, che in lui emergeranno interessi più specificatamente politici.

In seguito insieme al fratello si arruola e combatte per venti mesi uno dei più aspri scontri tra partigiani e nazifascisti.

Nel 1946 comincia a gravitare attorno alla casa editrice Einaudi, vendendo libri a rate. Su esortazione di Cesare Pavese e del critico Giansiro Ferrata, si dedica alla stesura di un romanzo che conclude negli ultimi giorni di dicembre; è il suo primo libro, "Il sentiero dei nidi di ragno", una ricognizione appunto del periodo bellico e del mondo partigiano.


Dal 1° gennaio 1950 Calvino viene assunto da Einaudi come redattore stabile: si occupa dell'ufficio stampa e dirige la parte letteraria della nuova collana "Piccola Biblioteca Scientifico-Letteraria". Sarebbero stati proprio Vittorini , Pavese e Calvino, fra l'altro, a creare quei risvolti di copertina che sono diventati uno stile nell'editoria italiana.

I fatti di Ungheria e l'invasione della Russia Comunista nell'inquieta Praga, provocheranno il distacco dello scrittore dal Pci conducendolo progressivamente a rinunciare ad un diretto impegno politico.

In questi anni scrive "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante", "Il cavaliere inesistente", "Marcovaldo"
Esce nel frattempo il volume "Le Cosmicomiche" 1964, a cui segue nel 1967 "Ti con zero", in cui si rivela la sua passione giovanile per le teorie astronomiche e cosmologiche.

L'inclinazione fantastica, costante di tutta l'opera di Calvino, rappresenta comunque la corda più autentica dello scrittore. In molte delle sue opere, infatti, egli infrange una regola ferrea della vita (e di gran parte della letteratura) che vuole da una parte la realtà, dall'altra la finzione. Calvino, invece, spesso mescola i due piani, facendo accadere cose straordinarie e spesso impossibili all'interno di un contesto realistico, senza perdere colpi né sull'uno né sull'altro versante. Una delle sue caratteristiche è quella di saper mantenere nei confronti della materia trattata, un approccio leggero, trattenuto dall'umorismo, smussandone gli aspetti più sconcertanti con un atteggiamento quasi di serena saggezza.

Nel 1982 alla Scala di Milano viene rappresentata "La vera storia", opera scritta insieme al già ricordato compositore Luciano Berio.

Ricoverato all'ospedale Santa Maria della Scala di Siena, Italo Calvino muore il 19 settembre 1985, all'età di 61 anni, colpito da un'emorragia celebrale.



“Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.”
                                                              
                                                                                                                  (da "Il visconte dimezzato")

“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”

                                                                                                                  (da "Il barone rampante")

“L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.”

                                                                                                                  (da "Il cavaliere inesistente")


 


Non solo libri...

Calvino partecipava, contribuendo alla scrittura di testi, a quel gruppo di musicisti, letterati e poeti chiamato Cantacronache, creato da diverse diverse personalità del panorama culturale italiano, tra cui: Michele Straniero, Luciano Berio, Fausto Amodei, Gianni Rodari, Umberto Eco, Piero Santi, Margot Galante Garrone e soprattutto Sergio Liberovici (già collega di Calvino durante l'esperienza al giornale L'Unità) che musicherà buona parte delle opere calviniane.
I Cantacronache nacquero con il preciso intento di scrivere canzoni pop e musicalmente "leggere" ma intrise di contenuti sociali e politici, sul modello del cantautorato già presente in Francia e in Germania.
Tra i brani più conosciuti dell'esperimento culturale che Calvino portò avanti dalla fine degli anni '50 con Cantacronache c'è il brano "Oltre il ponte" prodotto dalla Albatros di Armando Sciascia (già fondatore de I dischi dello Zodiaco) che nella versione originale è cantata da Pietro Buttarelli, ma negli anni è stata ripresa da molti artisti, tra i quali i Modena City Ramblers (clicca per videoclip).
I testi utilizzati dai Cantacronache erano ispirati dai movimenti culturali avanguardisti ma soprattutto dalle azioni di lotta popolare ed emancipazione che si tenevano in quegli anni nelle fabbriche, piazze, università e scuole italiane, mostrando solidarietà ed aiuto diretto alle fasce più deboli in cerca di riscatto.
Calvino, insieme all'intero collettivo Cantacronache è stato fondamentale per la nascita di una generazione di musicisti -meglio, di cantautori- tra cui De André, De Gregori e Guccini. Un'influenza che in alcuni casi è assolutamente evidente anche a livello testuale, come ad esempio ne "La guerra di Piero" di Fabrizio De André:

De André, La guerra di Piero, 1964: «Lungo le sponde del mio torrente/ Voglio che scendano i lucci argentati/ Non più i cadaveri dei soldati/ Portati in braccio dalla corrente».

Calvino, Dove vola l’avvoltoio, 1958: «Nella limpida corrente/ Ora scendon carpe e trote/ Non più i corpi dei soldati/ Che la fanno insanguinar».


Curiosità :

A Italo Calvino sono stati dedicati il pianetino n. 22370 scoperto dall'Osservatorio Bassano Bresciano e il cratere Calvino, di 68 km di diametro, sul pianeta Mercurio.





13 settembre 2017



Torna a Urbino il poeta Òscar Hahn


Presentazione del volume di poesia "Mal d'amore" dell'autore cileno Òscar Hahn


Giovedì 21 settembre 2017
ore 17:00 
Palazzo Passionei Paciotti (Via Valerio 9, Urbino)


Il Professore dell'Università di Urbino "Carlo Bo" Gianni Darconza presenta il poeta cileno e il suo volume di poesia "Mal d'amore".

Sulla diffusione dei poeti latinoamericani in Italia interverrà l'editore Walter Raffaelli.












Òscar Hahn, poeta, saggista e critico letterario, nasce nel 1938 a Iquique in Cile.Nel 1973, alla vigilia del golpe militare di Pinochet, viene arrestato e costretto dalle autorità militari a rinunciare al suo incarico di docente universitario. L'anno successivo lascia il paese ormai schiacciato dalla dittatura e si trasferisce negli Stati Uniti. Qui si stabilisce all'Università dal Maryland dove insegna Letteratura Ispano-americana e segue un dottorato di ricerca che nel 1977 gli conferisce il titolo di Dottore in Filosofia. Nello stesso anno esce a Buenos Aires la raccolta Arte de morir e diventa docente di Letteratura Ispano-americana nel 1988 presso l’Università dell'Iowa, dove ha insegnato fino al 2009.
Da allora vive come professore emerito a Santiago.
È membro corrispondente della “Accademia Chilena de la Lengua” dal 1991. Ha ricevuto diversi premi letterari tra i quali nel 2012 l’importante “Premio Nacional de Literatura de Chile”.


Mal de Amor, pubblicato a Santiago del Cile nel 1981 fu l'unico libro di poesia che fu vietato dai militari dopo essere già stato pubblicato e distribuito.


Opere di poesia

· Esta rosa negra, 1961.

· Suma poética, 1965.

· Agua final, 1967.

· Arte de morir, 1977.

·
Mal de amor, 1981.

· Imágenes nucleares, 1983.

· Flor de enamorados, 1987.

· Estrellas fijas en un cielo blanco, 1989.

· Tratado de sortilegios, 1992.

· Versos robados, 1995.

· Antología virtual, 1996.

· Poemas de amor, 2001.

· Apariciones profanas, 2002.

· Obras selectas, 2003.

· Sin cuenta poemas, 2005.

· Obra poética, 2006.

· En un abrir y cerrar de ojos, 2006.

· Archivo expiatorio, 2007.

· La primera oscuridad, 2011.

· Los espejos comunicantes, 2015.



"In una Stazione della Metro"


Sventurati quelli che hanno scorto
una ragazza nel metrò

e si sono innamorati di colpo
e l’hanno seguita impazziti

e l’hanno persa per sempre tra la folla

Perché saranno condannati
a vagare senza meta per le stazioni

e a piangere sulle canzoni d’amore
che i musicisti ambulanti intonano nei tunnel

E forse l’amore non è che questo:

una donna o un uomo che scende da un vagone
in una stazione del metrò

e brilla per pochi secondi
e si perde senza nome nella sera.




"En una Estaciòn del metro"


Desventurados los que divisaron
a una muchacha en el Metro

y se enamoraron de golpe
y la siguieron enloquecidos

y la perdieron para siempre entre la multitud

Porque ellos serán condenados
a vagar sin rumbo por las estaciones

y a llorar con las canciones de amor
que los músicos ambulantes entonan en los túneles

y quizás el amor no es más que eso:

una mujer o un hombre que desciende de un carro
en cualquier estación del Metro

y resplandece unos segundos
y se pierde en la noche sin nombre.


Òscar Hahn






Gianni Darconza (San Gallo, Svizzera, 1968). Poeta, narratore, traduttore e docente di Letteratura e Cultura Spagnola presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. È autore, tra gli altri, dei saggi Potere, mito e scrittura nella narrativa ispanoamericana del Novecento (2005), Il detective, il lettore e lo scrittore. L’evoluzione del giallo metafisico in Poe, Borges, Auster (2013). Ha pubblicato la raccolta di poesie Oltre la lastra di vero (2006, vincitrice del concorso “Jacques Prévert” 2006), il romanzo Alla ricerca di Nessuno (2007), la raccolta di racconti L’uomo in nero e altre scorie (2009) e il racconto per l’infanzia Il ladro di parole (2013, Premio Frontino Montefeltro 2014). Per Raffaelli Editore ha tradotto una Antologia di poesia breve latinoamericana (2015) e Giovane poesia latinoamericana (2015), le raccolte poetiche di Óscar Hahn, Tutte le cose scivolano (2015), Scintillii in uno specchio rotto (2016) e La memoria degli specchi e altre poesie (2016); di Antonio Cisneros, Il cavallo senza liberatore (2015); di Mario Bojórquez, Divano di Mouraria (2016); di Rafael Courtoisie, Umbría (2016); di Marco Antonio Campos, Dove andava il vento(2016); di Vicente Huidobro, Monumento al mare (2016) e di Luis Benítez, Lascia che parli Ezra Pound (2016). Ha collaborato con il poeta cileno Mario Meléndez alla diffusione settimanale di autori latinoamericani nella rubrica “Poesia latinoamericana” della rivista online Poetarum Silva (poetarumsilva.com). Ha partecipato ai Festival Internazionali di Poesia di Città del Messico (Novembre 2015).







10 settembre 2017




The Legend of Raffaello and the Fornarina




   
 
     






The most famous painting of the model was made by Raffaello situated in between the year 1518-1519, the work is preserved at the National Museum of Ancient Art located in Barberini's Palace in Rome.














The self-potrait was a painting made by oil on canvas dated around 1504/1506 and nowadays preserved in "Galleria degli Uffizi" in Florence.










Margherita Luzi was the presumed name of Raffaello's lover, the one called Fornarina by the artist Giorgio Vasari.

The artist was overwhelmingly in love with the young model, it is told that sometimes he even neglected his most important works because of his love for her.

She has been represented in many of Raffaello's works as a beautiful and celestian creature, almost like the Virgin Mary.

They had an intense but brief love affair. And some people assume the they secretly got married.

Raffaello was found dead at the early age of 37 in Fornarina's bed. The lady was so upset for the loss of her great love that she decided to retreat to a nunnery belonging to Saint Apollonia's nuns until the end of her days.

Obviously, there were many rumors and legends about Raffaello's death among the residences in the Trastevere quarter.

Once the Fornarina died, she was accused of the premature passing of the Artist by an "aferlife courthouse". The trial was chained by a rich banker who also was a lover of the young lady, he was probably jealous of the passion that connected her with the Painter.

In the presence of her relative's souls and Raffaello himself she was condemned and found guilty.

To serve the sentence she has to meander like a spectre in hose rooms of the house where the tragedy happened, in "Santa Dorotea" street, numero 20.

Her name and honour will be released 300 years after, thanks to Lucreazia Luzi.





5 settembre 2017

ACCADE OGGI, 50 ANNI FA

Viene pubblicato per la prima volta « On the road », il romanzo scritto da Jack Kerouac divenuto simbolo e manifesto della beat generation.
















La leggenda vuole che il manoscritto sia stato battuto a macchina in un rotolo unico di carta lungo 37 metri in appena tre settimane. Il romanzo racconta il viaggio autobiografico di Kerouac negli Stati Uniti della fine degli anni ’40. I'avventura assieme all’amico Neal Cassady e in parte in autostop avrà come scopo la ricerca della libertà, di nuovi valori e di nuovi modelli di vita. Il viaggio come metafora della vita che si deve rinnovare ogni giorno e arricchire di nuove esperienze.


Jack Kerouac scrisse il libro all'età di 29 anni, dal 2 al 22 aprile 1951, in tre settimane, con l'aiuto di solo caffè e senza benzedrina (anche se qualcuno dubita).


Nel racconto Kerouac è Sal Paradise e il suo coprotagonista Dean Moriarty raffigura l'amico Neal Cassady. Sal e Dean incrociano nel loro vagare numerosi altri personaggi reali, da Allen Ginsberg[guarda qui] (Carlo Marx) a William S. Burroughs[guarda qui] (Old Bull Lee), dalla madre dell'autore, indicata come una zia, a Herbert Huncke[guarda qui], che diventa Elmer Hassel.


In "Sulla strada" Kerouac registra quello che vede, il paesaggio, la natura e la gente, registra quello che dice la gente che lui incontra sulla strada americana della fine degli anni '40. Noi leggiamo la desolazione, l'alienazione del sottoproletariato americano, registrato da Kerouac non perché sia rivoluzionario, o perché voglia portare in luce un problema, anzi, quando Kerouac critica questa realtà, lo fa da un punto di vista conservatore ma perché la desolazione e l'alienazione è la realtà di una certa società americana di quegli anni, di quelli che si sentivano ricchi perché trasportavano un carico di letame.


L'aggettivo beat potrebbe colloquialmente significare stanco o abbattuto, in riferimento alla comunità afroamericana del periodo, ma Kerouac fa sua quell'immagine e altera il significato includendo le connotazioni di ottimista, beato, e l'associazione musicale essere sul beat. Kerouac, devoto cattolico fin dall'infanzia, ha più volte spiegato che, nel descrivere la sua generazione come "beat", ha cercato di catturare la "sacralità" segreta degli oppressi.



                 Il Viaggio di Kerouac : in rosso l’itinerario del 1947, in blu quello del 1949 e in verde quello del 1950.




“Non avrebbe mai potuto capirmi, perché a me piacciono troppe cose, e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte, e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno, eccetto la mia stessa confusione.” 


Jack Kerouac, “On the Road”



Altri riferimenti :

- Film "On The Road", regia di Walter Scott (2012), con Kristen Stewart e Steve Buscemi.
Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2012. Nelle sale italiane è uscito l'11 ottobre.












- Nel Topolino 3109 c'è un fumetto basato su questo romanzo con Dean Moriarty che compare come personaggio secondario. Sal e Dean saranno reinterpretati da Topolino e Pippo, impegnati in un viaggio attraverso l’America degli anni ’50.



Collegamenti esterni :

vedi anche Bebop e Cultura Hipster.

19 luglio 2017

25 ANNI FA LA STRAGE DI VIA D'AMELIO



"Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare." P. Borsellino

Purtroppo, proprio Palermo sarà la tomba di Paolo Borsellino, ucciso 25 anni fa (19 luglio 1992) da un'autobomba insieme ai 5 uomini della sua scorta, tra cui c'era una donna.
Pochi mesi prima anche il caro amico e collega Giovanni Falcone era stato assassinato nella famosa "strage di Capaci".


Risultati immagini per PAOLO BORSELLINO

Paolo Borsellino era un magistrato antimafia, un leader esemplare ma soprattutto un maestro di vita. Il suo obiettivo di vita era sconfiggere la mafia. Voleva cancellare questa macchina nera dal nostro bel paese. Lui parlava ai giovani, parlava nelle piazze, spiegava, incitava ed incoraggiava, muoveva gli animi.

Credo che la frase sopra sia estremamente significativa: infatti è facile amare ciò che è bello, sano, pulito...ma è più difficile amare e mettere un impegno che dura una vita in qualcosa che non è bello, non è sano, non è onesto...qua sta la grandezza di Paolo Borsellino.

Non è finita bene per lui, e per l'Italia intera di conseguenza, ma almeno oggi possiamo dire che lui, insieme a Falcone, è divenuto un'icona del nostro Paese di cui possiamo essere FIERI.

Jessica Sani

14 luglio 2017

14 luglio.........1789

Oggi è il 14 luglio, festa nazionale in Francia, giorno della presa della Bastiglia, il giorno che spezza la storia di Francia tra l' Ancien Régime e un periodo nuovo, il giorno che pone le basi  per un futuro francese fatto di maggior liberté, égalité e fraternité.


Risultati immagini per rivoluzione francese

Ricordiamo che la Francia aveva vissuto fino al 1789 nell'Ancien Régime, ovvero, sotto i sovrani assoluti (Luigi XIV-XV-XVI) conosceva il suo periodo di maggior splendore. Parigi e i nobili vivevano nello sfarzo, nel lusso, nello spreco, passeggiavano per gli immensi giardini della reggia di Versailles cercando di ottenere sempre più credito presso i sovrani.
Intanto la povera gente moriva di fame, di stenti, di malattie.

La presa della Bastiglia, la fortezza-prigione, simbolo del potere assoluto, rappresenta la ribellione del popolo, stanco ed affamato...e così ha inizio la RIVOLUZIONE FRANCESE.

Nell'immagine qui sopra, che si trova al Musée du Louvre, vediamo la Libertà (raffigurata dalla figura femminile in 1 piano) che guida il popolo francese, elevando al cielo la bandiera francese. Il quadro infatti si intitola "la liberté guidant le peuple". Dietro di lei, il bambino con la pistola sembra possa essere Gavroche, personaggio dei Misérables di Victor Hugo, ucciso nelle barricate.
Il quadro, letto in verticale, passa dalla morte della base, alla vita man mano che si sale verso l'alto.

A proposito di  Victor Hugo, egli scrisse una poesia in onore di quel famoso giorno: "Célebration du 14 juillet dans la foret".

(...)
C’est le quatorze juillet.
À pareil jour, sur la terre
La liberté s’éveillait
Et riait dans le tonnerre.

Peuple, à pareil jour râlait
Le passé, ce noir pirate ;
Paris prenait au collet
La Bastille scélérate.

À pareil jour, un décret
Chassait la nuit de la France,
Et l’infini s’éclairait
Du côté de l’espérance.

Tous les ans, à pareil jour,
Le chêne au Dieu qui nous crée
Envoie un frisson d’amour,
Et rit à l’aube sacrée.
(...)

Jour béni ! jour populaire,
Où l’on vit un chant d’amour
Sortir d’un cri de colère !

E' il 14 luglio
in un giorno simile a questo, 
la libertà si svegliava sulla terra, 
e rideva nel tuono.
Popolo, in quel giorno il passato,
nero pirata, gemeva;
Parigi prendeva per il collo
la Bastiglia criminale.
Nel giorno simile a quello odierno,
un decreto scacciava la notte dalla Francia,
e l'infinito si schiariva 
dal lato della speranza.
Tutti gli anni, nel giorno simile ad oggi
la quercia manda un sussulto d'amore
al Dio che ci ha creati
e sorride all'alba sacra.
(...)
Giorno benedetto! Giorno del popolo.
Giorno in cui si è visto uscire da un grido di collera
un canto d'amore!
(traduzione di Jessica Sani)
per leggera la poesia completa in lingua originale clicca qui

Jessica Sani